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Vino

I nostri vini: provenienza, certificazioni, descrizione

 

I nostri vini, così come l’olio extravergine biologico AURUM, sono prodotti dall'azienda agricola "Paniole" per la "Casina dell'Olio d'Oliva". L'azienda con sede in Toscana, a Montalcino, produce “il Magnifico” e “il Cortese” nei propri vigneti di Montalcino, mentre “Bio il Vecchio” e “Bio il Giovane” provengono dai vigneti dell’azienda situati a Magliano in Toscana.

 

 

La fama dei vini Toscani è ben nota nel mondo, e per proteggerne la qualità da imitazioni, è stato redatto un rigido disciplinare a cui attenersi durante la fase della produzione. Qui sotto riportato un piccolo ma esauriente glossario per facilitarvi nella conoscenza del mondo vitivinicolo:

  1. D.O.C.G. - vini a Denominazione di Origine Controllata e Garantita

    I vini D.O.C.G. sono regolamentati da un disciplinare e sono contraddistinti da una zona di origine ben precisa, anche con indicazione di sottozona, fino a restringere l'area a un comune, una frazione, una fattoria, un podere o una vigna; la zona tipicamente è abbastanza ristretta ed è quella maggiormente avocata alla produzione di quel vino.

    Una D.O.C.G. può essere una restrizione della stessa D.O.C., per es. può essere relativa ad una porzione più di territorio ristretta dell'area della D.O.C., o può essere solo quella relativa a una denominazione (per es. Superiore).

    I disciplinari dei vini D.O.C.G. ricoprono le stesse tipologie di regole di quelli D.O.C. ma i valori da rispettare sono più stringenti.

    La legge prevede che la denominazione D.O.C.G. può essere attribuita a un vino che da almeno 5 anni è già riconosciuto come D.O.C.; per i vini D.O.C.G. è previsto un doppio esame, il secondo in fase di imbottigliamento. In etichetta è obbligatoria anche l'indicazione dell'annata (tranne per i vini bollicine).

  2. D.O.C. - vini a Denominazione di Origine Controllata

    I vini D.O.C. sono regolamentati da un disciplinare e sono contraddistinti da una zona di origine ben precisa, anche con indicazione di sottozona, fino a restringere l'area a un comune, una frazione, una fattoria, un podere o una vigna.

    E' evidente che più diventa circoscritta l'area di origine e più aumentano le indicazioni, più si restringe il numero dei produttori e la quantità di vino che può essere prodotta; tutto ciò è sinonimo di crescente qualità del vino che viene prodotto.

    I disciplinari dei vini D.O.C. devono stabilire:

    - la denominazione d'origine (il nome della D.O.C.)
    - la zona di produzione delle uve
    - la resa massima di uve e di vino per ettaro
    - il titolo alcolometrico minimo delle uve
    - caratteristiche fisico-chimiche ed organolettiche del vino, il titolo alcolometrico minimo del vino
    - le condizioni di produzione (clima, terreno, altitudine, esposizione, etc.)
    - la composizione dei vigneti, densità degli impianti, forme di allevamento, sistemi di potatura
    - modalità degli esami organolettici
    - periodo minimo di invecchiamento in legno e/o affinamento in bottiglia
    - eventuale imbottigliamento in zone delimitate.

    I vini D.O.C. sono soggetti a esami chimico-fisico ed organolettici durante la fase di produzione; tali esami sono eseguiti da apposite commissioni.

  3. I.G.T. - vini a Identificazione Geografica Tipica

    I vini a Identificazione Geografica Tipica sono regolamentati da un disciplinare e sono contraddistinti da una zona di produzione, in genere abbastanza ampia. I disciplinari dei vini I.G.T. devono stabilire:

    - l'indicazione geografica
    - la delimitazione della zona geografica
    - l'elenco dei vitigni ammessi
    - le tipologie enologiche, compreso il colore
    - la resa massima di uve per ettaro
    - il titolo alcolometrico minimo delle uve
    - la gradazione alcolometrica minima del vino
    - le pratiche correttive autorizzate.

    I vini a Identificazione Geografica Tipica hanno l'obbligo di presentare in etichetta:

    - tutte le menzioni previste per i vini da tavola
    - la menzione Vino a Identificazione Geografica Tipica con il relativo nome della I.G.T. (zona).

    Sono poi consentite diverse indicazioni facoltative tipo i vitigni, l'annata di raccolta, altri dati sul produttore, precisazioni sul tipo di prodotto.

  4. D.O.P. - Denominazione di Origine Protetta

    Marchio D.O.P. meglio noto con l'acronimo D.O.P., è un marchio di tutela giuridica della denominazione che viene attribuito - solitamente per legge - a quegli alimenti le cui peculiari caratteristiche qualitative dipendono essenzialmente o esclusivamente dal territorio in cui sono prodotti.

    L'ambiente geografico comprende sia fattori naturali (clima, caratteristiche ambientali), sia fattori umani (tecniche di produzione tramandate nel tempo, artigianalità, savoir-faire) che, combinati insieme, consentono di ottenere un prodotto inimitabile al di fuori di una determinata zona produttiva.

    Affinché un prodotto sia D.O.P., le fasi di produzione, trasformazione ed elaborazione devono avvenire in un'area geografica delimitata. Chi fa prodotti D.O.P. deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

    Per distinguere anche visivamente i prodotti D.O.P. da quelli I.G.P., i colori del relativo marchio sono stati cambiati da giallo-blu a giallo-rosso, suscitando non poche perplessità tra quanti avrebbero ritenuto più opportuno che a cambiare fossero i colori del marchio I.G.P.

  5. I.G.P. - Indicazione Geografica Protetta

    Il termine indicazione geografica protetta, meglio noto con l'acronimo I.G.P., indica un marchio di origine che viene attribuito a quei prodotti agricoli e alimentari per i quali una determinata qualità, la reputazione o un'altra caratteristica dipende dall'origine geografica, e la cui produzione, trasformazione e/o elaborazione avviene in un'area geografica determinata.

    Per ottenere la I.G.P. quindi, almeno una fase del processo produttivo deve avvenire in una particolare area.

    Chi produce I.G.P. deve attenersi alle rigide regole produttive stabilite nel disciplinare di produzione, e il rispetto di tali regole è garantito da uno specifico organismo di controllo.

Prodotti Biologici

I Prodotti Biologici sono quei prodotti ottenuti senza l’utilizzo di prodotti chimici di sintesi nelle varie fasi della coltivazione o allevamento, trasformazione o conservazione. Il rispetto di metodi produttivi biologici viene certificato da parte di un apposito Ente preposto ai controlli e inserito in un elenco autorizzato dal MIPAF. L’Ente accerta che i produttori facciano effettivamente uso di fitofarmaci naturali, che ricorrano all’omeopatia veterinaria, rispettino il benessere degli animali e utilizzino tecniche rispettose dell’ambiente grazie anche alla valorizzazione della biodiversità animale e vegetale.

 



La Casina dell'olio d'oliva continua nella sua politica espansiva offrendo ai propri affezionati clienti il meglio delle produzioni. Siamo fieri di presentarvi i nostri prestigiosi vini “Il Magnifico”, un Brunello di Montalcino DOCG, “Il Cortese,” un Rosso di Montalcino DOC, Bio il “Vecchio” e “Bio” il Giovane, due rossi della Maremma Toscana IGT biologici.

Alla base di tutti e quattro, c’è la presenza fondamentale dell’uva sangiovese che nelle varie percentuali gioca un fattore fondamentale alla qualifica dei 4 nostri prodotti.

 

I vini in dettaglio:

 

IL MAGNIFICO Brunello D.O.C.G. 2006

Il Magnifico è un Brunello di Montalcino dei più classici. E’ come un signore maturo che onora la vostra tavola , inducendovi ad apprezzare buoni piatti di arrosto e cacciagione. Se poi vorrete degustarlo in momenti di quiete o in compagnia dei vostri amici, sarà gradevole accompagnarlo con del buon formaggio.

 

Come risconoscerlo: Dalla bottiglia lucenti riflessi rosso granati, dal calice intensi odori di sottobosco e legno aromatico, dalle labbra un vigoroso sapore che inonda il palato e si diffonde con tutta la sua fragranza.

 

Si consiglia di apprezzarlo in freschi calici dalla forma ampia ad una temperatura di 18° -20° gradi.



Scheda tecnica:

Regione di origineToscana
Altitudine media vigneti350 metri s.l.m.
Estensione complessiva dell’azienda32.000 Ha
Estensione complessiva a vigneto9.00.00 Ha
Composizione del terrenogalestro, alberese
Produzione in Hl.225,00
Densità ad ettaro5.000 piante;
Forma di allevamentocordone speronato a 80 cm.
Percentuale uvaggio100% Sangiovese grosso
VinificazioneFermentaz. alcolica in vasche di acciaio inox
Periodo di invecchiamento1 anno in botti di Rovere di Slavonia 2 anni in rovere francese
Affinamento in bottiglia8 mesi circa
Disponibilità in bottiglie30.000


IL CORTESE: Rosso di Montalcino D.O.C 2009

Il Cortese è un rosso di Montalcino, e segue le gesta del suo nobile padre Brunello, anch’esso discendente dalla grande famiglia Sangiovese. E’ un baldo giovane, fresco e vivace, -un po scavezzacollo-, rallegra la tavola affiancandosi con risotti e pasta al sugo di carne. Si unisce bene anche a portate di maiale o di vitello . Non dimenticate l’abbinamento ad un buon formaggio regionale.

 

Dalla bottiglia lucenti riflessi rubini, dal calice intensi odori di giovani frutti, dalle labbra un corposo. sapore che si diffonde

 

Si consiglia di apprezzarlo in freschi calici dalla forma ampia ad una temperatura di 18° -20° gradi



Scheda tecnica:

Regione di origineToscana
Altitudine media vigneti350 metri s.l.m.
Estensione complessiva dell’azienda32.000 Ha
Estensione complessiva a vigneto9.00.00 Ha
Composizione del terrenogalestro, alberese
Produzione in Hl.210,00
Densità ad ettaro5.000 piante;
Forma di allevamentocordone speronato a 80 cm.
Percentuale uvaggio100% Sangiovese grosso
VinificazioneFermentaz. alcolica in vasche di acciaio inox
Periodo di invecchiamento12 mesi in botte di Rovere Francese
Disponibilità in bottiglie28.000


BIO "IL VECCHIO": Rosso Maremma Toscana I.G.T. 2006, da agricoltura biologica.

Bio “Il Vecchio” è un Rosso biologico della Marema Toscana, antica terra etrusca dove ha trovato successo l’unione di tre gloriose uve, il Sangiovese al 60 %, il Merlot al 30% e il Cabernet al 10%. E’ un vino intenso, che sposato a cacciagione, fugnhi e corpose grigliate miste ne esalta i sapori.

 

Bio il vecchio proviene da coltivazioni che non subiscono trattamenti chimici e manipolazioni genetiche. Il metodo di coltivazione è esclusivamente naturale, lungi da tecniche adulteranti. Così nasce schietto e genuino accogliendo in se la bontà della benevola terra e del nutriente sole.

 

Come riconoscerlo: Dalla bottiglia antichi riflessi vermigli , dal calice leggeri richiami di tannici succhi , dalle labbra decisi sapori di terra etrusca di un vigoroso sole.

 

Si consiglia di berlo in freschi calici dalla forma ampia ad una temperatura preferibilmente di 18° -20° gradi



Scheda tecnica:

Regione di origineToscana
Altitudine media vigneti200 metri s.l.m.
Estensione complessiva dell’azienda32.000 Ha
Estensione complessiva a vigneto9.00.00 Ha
Composizione del terrenogalestro, alberese
Produzione in Hl.30,00
Densità ad ettaro6.000 piante;
Forma di allevamentocordone speronato a 80 cm.
Percentuale uvaggio60% Sangiovese, 30% Merlot, 10% Cabernet
VinificazioneFermentaz. alcolica in vasche di acciaio inox malolattica in rovere francese
Periodo di invecchiamento24 mesi in tonneaux 400 lt. di Rovere Francese
Disponibilità in bottiglie4.000
Affinamento in bottiglia6 mesi


BIO "IL GIOVANE": Rosso Maremma Toscana I.GT. 2008, da agricoltura biologica

Bio “Il giovane” è un Rosso biologico della Maremma Toscana, antica terra etrusca. Dalla semplice unione di due gloriosi vitigni, l’80% di sangiovese e il 20% di Merlot nasce questo vino sapido e di forte carattere, da abbinare a bistecche e carni alla brace.

 

Come suo fratello Bio il vecchio, anche Bio il Giovane proviene da coltivazioni che non subiscono trattamenti chimici e manipolazioni genetiche. Il metodo di coltivazione è esclusivamente naturale, lungi da tecniche adulteranti. Così nasce schietto e genuino accogliendo in se la bontà di quella benevola terra e del nutriente sole.

 

Come riconoscerlo: Dalla bottiglia riflessi vermigli , dal calice richiami di rovere dolce e di antiche selve , dalle labbra amabili sapori di terra etrusca sotto vigoroso sole.

 

Si consiglia di berlo in freschi calici dalla forma ampia ad una temperatura di preferibilmente 16° -18° gradi



Scheda tecnica:

Regione di origineToscana
Altitudine media vigneti200 metri s.l.m.
Estensione complessiva dell’azienda32.000 Ha
Estensione complessiva a vigneto9.00.00 Ha
Composizione del terrenogalestro, alberese
Produzione in Hl.90,00
Densità ad ettaro6.000 piante;
Forma di allevamentocordone speronato a 80 cm.
Percentuale uvaggio80% Sangiovese, 20% Merlot
VinificazioneFermentaz. alcolica in vasche di acciaio inox malolattica in rovere francese
Periodo di invecchiamento10 mesi in tonneaux 500 lt. di Rovere Francese
Disponibilità in bottiglie12.000
Affinamento in bottiglia5 mesi

Il vino nella storia

(tratto da un articolo di Lorenzo De Letteriis)

Il "nettare di Bacco", la bevanda alcolica più antica al mondo, è nata con l'uomo ed ha sempre fatto parte della sua vita. Sin dai tempi più antichi, gli uomini conobbero l'uva e ben presto capirono che dalla fermentazione del suo succo si otteneva una bevanda gradevole ed inebriante che regalava un pò di allegria in quei tempi bui.

Se dunque la storia del vino è molto antica, innumerevoli sono gli aneddoti e le curiosità ad esso collegate.

Si narra che il primo ubriaco della storia sia stato Noè.Infatti, la Genesi ci racconta che successivamente al Diluvio Universale, il vecchio Patriarca allevò la vigna, produsse la bevanda e si inebriò, attribuendosi il titolo di inventore del vino.

Oggi, abbiamo vini rinomati come barolo e brunello di Montalcino, ma, anticamente, esisteva il vino di Maronea che era quello che usò nientemeno che Ulisse per ubriacare il ciclope Polifemo.

Passando dalla mitologia alla medicina, ai tempi di Ippocrate , medico greco del 460 a.C., considerato il "padre della medicina", per il "Giuramento", si beveva, fra i tanti, un vino liquoroso aromatizzato, vino assemblato a base di artemisia e dittamo, che sopravvisse oltre il Medioevo fino ad arrivare ai nostri giorni con il nome conosciuto di Vermouth , parola tedesca per l’assenzio.

Nella commedia greca, curiosa è, tra l'altro, la trama di un'opera di Eubulo, commediografo greco antico del IV sec. a.C., intitolata "Tre coppe di vino", in cui Dioniso, Dio greco del vino, raccomanda di non berne più di tre coppe.??Difatti, stabiliva che il 1° calice fosse per la salute di chi beveva, il 2° potesse risvegliare la pulsione sessuale ed il 3° potesse, infine, indurre al sonno.?Affermava, inoltre, che il saggio era colui che riusciva ad arrestarsi in tempo.?Infatti, il 4° calice era decisamente fuori misura, il 5° urlava, il 6° era sinonimo di schiamazzi, il 7° era uguale ad occhi pesti, l'8° faceva giungere di soprassalto gli sbirri, il 9° faceva salire irrimediabilmente il tasso di bile ed infine col 10° si perdeva il lume della ragione e si crollava violentemente a terra, privi di sensi.

Per quanto riguarda la letteratura latina, nella celebre ode del poeta romano Quinto Orazio Flacco, nato a Venosa nel 65 a.C., "Carpe Diem" la giovane ed ingenua fanciulla Leuconoe, viene invitata dal Poeta alla pratica attinente a filtrare il vino(vina liques), procedimento fondamentale per illimpidire il vino ed eliminare le fecce e le sostanze aromatiche aggiunte.

Sempre nello stesso campo, infine, è da menzionare, Gaio Plinio Secondo, detto Plinio il vecchio, scrittore romano e naturalista, nato fra il 23 ed il 24 d.C. a e noto , per la "Naturalis Historia". Fu testimone dell’eruzione del Vesuvio e della distruzione di Pompei ed Ercolano. Nelle sue Historie, Plinio il Vecchio classificò l’incredibile numero di 195 vini, elencandone le caratteristiche, ponendo al 1° posto il Falerno rosso, vino così richiesto, all'epoca, che la sua produzione non riusciva ad assecondare la domanda, tanto da dover essere addirittura falsificato, a volte.?Il tutto in un'antica Roma che conosceva solo 4 tipologie di vino:?albus (bianco), fulvus (biondo), sanguineus (rosso sangue) ed infine niger (nero).

Il Vino nella musica, nell’arte e nella letteratura

(di Lorenzo De Letteriis)

Nella storia dei tempi, vi è sempre stato un legame a doppio filo tra vino e musica; un'attinenza viva e forte che, nata con l'uomo, forse morirà con l'uomo stesso. Ricordiamo, infatti, Mozart con il "Don Giovanni",Johann Strauss figlio con "Il Pipistrello", e Giuseppe Verdi con "La Traviata". Non dimentichiamoci di Rossini, che legò il proprio nome all’enogastronomia oltre che alla musica ed era un grande intenditore di vino.

Ne ricordiamo un famoso aneddoto:

Nel 1864 il barone Rotschild, amico del musicista, gli inviò in dono della splendida uva dell'Haut Médoc nel dipartimento di Bordeaux.

Questi, allora, gli rispose : "La vostra uva è eccellente, ma poco mi piace il vino in pillole."

Il barone, allora, capendo l'antifona ed apprezzando particolarmente lo spirito giocoso del biglietto, fece subito recapitare al Maestro un barilotto del suo miglior Chateau Lafitte.

Il vino incontra anche la cultura letteraria, ricordiamo per esempio , lo scrittore francese del 500 François Rabelais, che dedica espressamente l'opera "Gargantua e Pantagruel" ai "bevitori illustrissimi".?

Siamo ancora in campo letterario con l'ottocentesco poeta francese Charles Baudelaire, "Poeta Maledetto", nato a Parigi nella Primavera del 1821 che, con la posia "L'ame du vin", facente parte della raccolta "Les fleurs du Mal"(Paradisi Artificiali, tanto cari al Poeta da dedicarne un'intera Opera), personifica il vino che parla all'uomo, mostrandogli tutta la sua ammirazione e gratitudine.

Infine, anche il grande poeta ed insegnante Giosuè Carducci, nato a Valdicastello in Toscana, il 27 Luglio 1835, amava il "ben mangiare e bere."?

Ricordiamo, sorridendoci un po', alcune sue righe scritte da Napoli che dicevano:

Tutti i giorni mangio 12 ostriche e bevo una bottiglia e mezzo o due di "Posillipo" o di "Vesuvio", con un piatto di pesce o di carne, maccheroni e frutta e non altro. Il vino si tinge d'arte con il grande pittore Michelangelo Merisi, detto "Caravaggio" ??Egli dipinse una nota tela, rappresentando Bacco cinto da un'ampia corona fatta d'uve e foglie di vite, intento nell'innalzare una coppa di vino.??Inoltre, ricordiamo l'artista Umberto Boccioni, fervido seguace del "padre del Futurismo", Marinetti, che ha relizzato a Milano nel 1914, la tela intitolata:" Il Bevitore" che rappresenta un uomo seduto ad un tavolo con in mano un bicchiere, mentre una bottiglia di vetro si staglia sulla tavola.

Auspichiamo che il vino possa continuare ad essere "Musa ispiratrice" in tutti i campi artistici:

L'importante, però, è fermarsi a 3 coppe.

Il nobile Brunello! Un Signor Vino!

(tratto da alcuni articoli di Lorenzo Letteris)

Vino rosso a DOCG a base di uve Sangiovese grosso in purezza, detto anche "dolce" o "gentile", prodotto unicamente nel territorio di Montalcino in provincia di Siena, il brunello di Montalcino, frutto di tenace passione e di estenuante lavoro nei campi, con adorazione custodito durante l'affinamento in cantina, fine e principio di una "leggenda" che ogni bottiglia racconta, affonda le sue radici in tempi remoti.

LA STORIA

Sino alla seconda metà del XIX secolo il vino più noto ed apprezzato del "Senese" era un bianco e precisamente il moscadello di Montalcino.?Un agricoltore locale di nome Clemente Santi, iniziò a studiare le superbe potenzialità di un clone del vitigno di Sangiovese grosso, così chiamato poichè caratterizzato da un acino medio-grande.?Verso il 1860, suo nipote Ferruccio, figlio di Jacopo Biondi e Caterina Santi, aggiunse al proprio cognome quello del materno nonno, definendosi Ferruccio Biondi Santi e selezionando un clone sangiovesico particolarmente valido e vinificandolo in purezza, ebbe l'intuizione giusta per coronare anni ed anni di ricerca Fu proprio lui a dargli quel nome tanto affascinante, legato al fatto che fosse una pianta di Sangiovese con acino di colore nero-violetto-bluastro ed il toponimo di provenienza. Lo si può considerare il "Padre del brunello".

Tra l'altro, la cosa più spettacolare è che, in una regione come la Toscana di altri tempi, in cui, almeno ufficialmente, ancor oggi tutti i rossi nascono da una sapiente miscela di uve, abbia primeggiato un solo vitigno, di razza, che faceva del suo vino un "purosangue", un "cavallo da corsa".?Persino la decisione, solo apparentemente ovvia, visti i tempi, di non proporlo più nel fiasco, ma nella bottiglia bordolese, unico e solo recipiente adatto a conservarlo a lungo nel tempo, ha portato questo vino a livelli impensabili.

Nel 1917, nell' "Azienda del Greppo", a Ferruccio succede il figlio Tancredi, eminente enologo, che porta il brunello nel "Gotha dei vini eccelsi".?Egli si impegna inoltre a ricostruire i vigneti rasi al suolo dal devastante afide fillosserico negli anni '30, costituendo, tra l'altro la Cantina Sociale Biondi Santi & compagni, sciolta durante la rovinosa Seconda Guerra Mondiale. Insieme al figlio Franco e con tanti altri vignaioli che condividono la qualità di questo meraviglioso vino, crea il Consorzio di Tutela, che è la pietra migliare per la moderna evoluzione del Brunello. Rappresenta la punta di diamante dell’ennologia italiana, in quanto è stato il primo vino italiano ad avere ricetto la DOCG. Insieme al Barolo, è considerato il vino dotato di maggior longevità , fra le sue "patenti" di nobiltà c'è l'a capacità di superare il trascorrere del tempo, e quindi un lungo invecchiamento; una sua bottiglia può conservarsi per almeno 30 anni e, se di buona annata, addirittura anche per un secolo.

La sua prima grande bottiglia risale al 1888, esattamente un secolo prima che gli fosse attribuita la DOCG e questo tesoro, è gelosamente custodito dalla famiglia Biondi Santi.??

Fino alla metà degli anni '60 il Brunello era ancora sconosciuto fuori dalla zona di produzione, ma oggi è , è la Storia del vino; e lo dimostra, il fatto che in suo onore esite, in loco, il "Museo della Comunità di Montalcino e del Brunello".

Link Utili

Per leggere altri articoli di Lorenzo Letteriis internti il vino: www.100vino.it/

 

Per avere più informazioni sui vini di Montalcino: www.consorziobrunellodimontalcino.it/

 

Per una valutazione delle diverse annate dei vini di Montalcino: www.consorziobrunellodimontalcino.it/it/i-vini-e-le-annate/valutazione-delle-annate.html